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“CONVENZIONE DI GESTIONE DEL S.I.I. NEL TERRITORIO AREA COSTA D’AMALFI - GESTIONE IMPIANTI FOGNARI E DEPURATIVI DIFFORMI”, NOTA DEL PRESIDENTE AGRUSTA


In una nota indirizzata al Commissario straordinario Presidente dell’Ente Idrico Campano c/o sede Autorità d’Ambito Sele, al Prefetto di Salerno, al Presidente della Giunta Regione Campania, all’Assessore all’Ambiente della Regione Campania, al Presidente della Provincia di Salerno, ai Sindaci dei Comuni di Amalfi, Atrani, Cetara, Montecorvino Rovella, Praiano e Ravello, al Prof. Paolo Massarotti, Custode giudiziario, e per conoscenza alla Procura della Repubblica c/o il Tribunale di Salerno, il Presidente dell’Ausino S.p.A., Avv. Mariano Agrusta, si sofferma sulla “Convenzione di gestione del s.i.i. nel territorio Area Costa d’Amalfi - gestione impianti fognari e depurativi difformi”.

Ecco la nota prot. n. 7390 del 22/05/2017:

Egregi Commissario, Presidente, Prefetto, Presidenti, Assessore, Sindaci e Custode giudiziario,
nel richiamare e ribadire il contenuto della precedente nota prot. 5386 dell’11.04.2017 a firma dello scrivente e sulla scorta dell’esito dell’incontro, richiesto dal Commissario dell’ex Autorità d’Ambito Sele, dott. Parente, tenutosi presso l’ufficio dell’Assessorato all’Ambiente della Regione Campania, si prende atto che non esiste una soluzione alla problematica esaminata, malgrado la disponibilità al dialogo manifestata da parte di tutti i presenti, nelle rispettive qualità, intervenuti all'incontro, coi quali si è condiviso che:

a) Con le mere attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, che non prevedano ingenti investimenti per la radicale ristrutturazione o nuova costruzione degli impianti, palesemente carenti o addirittura assenti all’atto della consegna in gestione, non è possibile che i reflui immessi in corpo idrico superficiale possano rispettare i limiti tabellari previsti dal D.L.vo 152/06, ben più restrittivi di quelli previsti dalle previgenti normative vigenti all’epoca della costruzione dei medesimi, ove presenti;

b) Le predette attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, unitamente alla periodica verifica, manutenzione e riparazione delle condotte sottomarine, con la diffusione dei reflui lontano dalla linea di costa ed in profondità, limitatamente agli impianti siti in costiera amalfitana, garantiscono un elevato grado di abbattimento delle cariche batteriche, come sistematicamente accertato e pubblicato dall’ARPAC relativamente alle acque di balneazione, circostanza questa che costituisce un elemento fondamentale di tutela della salute pubblica;

c) Il custode giudiziario ha avuto modo di ben accertare la reale situazione e, ancorché stia chiedendo ed ottenendo il miglioramento delle fasi di trattamento esistenti, è conscio che non sia possibile, con l’esecuzione di tali interventi, di ottenere il rispetto dei limiti tabellari vigenti per l’immissione delle acque reflue in corpo idrico superficiale;

d) I funzionari dell’ARPAC sono obbligati, in quanto compulsati dalle forze dell’ordine delegate per le indagini condotte dalla Procura della Repubblica, ad effettuare periodicamente la verifica dell’esistenza delle autorizzazioni allo scarico dei predetti impianti, ovviamente impossibili da ottenere, e il rispetto della conformità delle immissioni in relazione ai parametri previsti dal D.L.vo 152/06;

e) Da tali accertamenti, considerato che non possono essere invocate le condizioni previste nella delibera di giunta regionale n. 259 del 29.05.2012, che riguardano solo le fasi di avvio, di arresto e di guasto degli impianti di depurazione, scaturiscono le inevitabili procedure sanzionatorie amministrative, che la Regione Campania irroga, in solido, a carico del soggetto gestore e del suo legale rappresentante pro-tempore;

f) In caso di contenzioso o di mancato pagamento la Regione Campania conferisce mandato per il recupero del credito ad Equitalia S.p.a., con i conseguenti rischi patrimoniali per i legali rappresentanti pro-tempore nonché di paralisi delle attività di gestione del s.i.i. dell’Ausino S.p.a.;

g) L’insieme di tali condizioni non consente quindi alcuna deroga, a meno di interrompere il servizio di erogazione idrica, per evitare che si possano produrre acque reflue;

h) Le difformità riscontrate sono destinate a permanere sine die, a meno del caso del comune di Amalfi, ove i lavori ormai in corso consentono di prevedere che entro la fine del prossimo anno possa terminare la fase emergenziale, pur non sapendo se nel frattempo verranno irrogate altre sanzioni;

i) Per i depuratori di Atrani, Ravello, Praiano, Cetara e Montecorvino Rovella non è dato di sapere per quanto tempo dovrà permanere l’attuale stato di non conformità, poiché la Regione Campania ha designato la Provincia di Salerno soggetto attuatore delle opere. Pertanto non si può escludere che la realizzazione e l’entrata a regime dei nuovi impianti, che dovranno poi essere collaudati e consegnati all’Ausino S.p.a. per la futura gestione, possa permanere ancora per molti anni.

Tutto quanto innanzi acclarato obbliga il sottoscritto a chiedere il coinvolgimento del Presidente della Giunta Regionale della Campania e del Presidente della Provincia di Salerno ad adottare ogni atto utile per far cessare tale stato di cose, accelerando le procedure per la realizzazione dei lavori.

Tanto, non escludendo la revoca in capo alla Provincia della funzione di soggetto attuatore, che fino ad oggi è stata in grado di perdere 89 milioni di euro di finanziamenti comunitari, assegnati per il periodo 2007-2013 e che ad oggi non ha ancora dato alla luce neanche un affidamento dei lavori già programmati, pur in presenza di progetti e di eventuali proposte alternative di più rapida realizzazione, come formulate dalla struttura tecnica dell’Ausino S.p.a.

Pertanto, non intravedendosi alcuna soluzione alla complessa e ridondante problematica innanzi esposta, l’Ausino S.p.a., non avendo altre soluzioni, dovrà introdurre in tariffa le sanzioni irrogate dalla Regione Campania, come peraltro già previsto dalla convenzione sottoscritta con l’Autorità, la quale all’art. 5.2 recita testualmente: “le eventuali sanzioni dovute ad irregolarità strutturali degli impianti, già presenti all’atto della presa in consegna, vanno riconosciute quali costi di gestione con conseguente remunerazione dalla tariffa”.

La presente verrà trasmessa agli organi di informazione, affinché l’opinione pubblica possa rendersi conto dell’assurda situazione in cui versa la gestione del s.i.i. nel territorio di competenza dell’Ausino S.p.a. e che i costi del servizio addebitati all’utenza risentiranno delle sanzioni dovute alla Regione Campania.

Cordiali saluti

Il Presidente, Avv. Mariano Agrusta